giovedì 22 gennaio 2015

Chi non sa parlare offende, chi sa farlo ragiona.

Quanto mi piacerà scrivere questo pezzo e quanto spero possa piacere ed essere d'aiuto anche a voi! Anzi, forse non d'aiuto ma che possa strapparvi un sorriso e farvi aprire un po' gli occhi sì, me lo auguro. 
Sono sicura al 1000% che anche voi come me abbiate fatto la brutta esperienza di trovarvi di fronte o virtualmente a persone esperte nell'arte dell'insulto.
Eh sì, sono arrivata a considerarla un'arte, altrimenti perché così tante, tantissime, persone ci trovano così tanto gusto, ne traino così tanta soddisfazione, se non l'amassero? Se non ne fossero appassionati? 
Tra le poche cose che so fare realmente bene, questa non è contemplata. Non sono mai stata capace di offendere qualcuno per puro gusto, né virtualmente (da quando poi hanno aperto Ask.fm non ne parliamo) né frontalmente, telefonicamente, per balcone, per strada, ovunque. Ho sempre pensato che, per quanto non possa essere d'accordo, per quanto non possano piacermi tante cose, questi non siano buoni motivi per permettermi di insultare qualcun altro.  Chi sono io e chi mi dà il diritto di offendere? Tuttavia suppongo che ci sia qualcosa di confortante nel sentirsi colui/colei il quale ha rattristato o addirittura distrutto un'altra persona con le proprie perfide e meschine parole buttate lì a caso, eh già, perché la maggior parte delle volte si offende così, senza uno straccio di verità o di criterio. Dico io, vuoi offendermi? offendimi su basi reali! Fa in modo che abbia reali motivi per starci male. 
Purtroppo io sono così, ma tante, fin troppe persone non riescono a vedere che dietro l'insulto ci sono solo scemenze, parole vuote che appunto false non dovrebbero significarci niente. Sono le persone più sensibili a scontare il prezzo delle parole, a pagarlo con gli interessi Le offese sono aghi da lana, quelli grandi sapete, che si infilano una volta piano nella pelle, poi più a fondo la seconda volta e sgretolerà un po' del muro della forza. L'ago toccherà una terza volta e andrà ancora più a fondo, sempre di più, fino a che il muro che ci tiene integri e indenni diventa un ammasso di macerie e noi crolliamo. Scatta qualcosa nella nostra mente, nel punto più fragile e sensibile di noi, e cominciamo a credere ad ogni singola parola offensiva che ci viene detta e scritta. Crediamo a tutto.
Se ci chiameranno grasse più volte cominceremo a credere di esserlo.
Se ci diranno che siamo brutte, scrofe, prive di grazia, befane coi brufoli sul naso e il pelo che esce fuori da un neo gigantesco, noi cominceremo a cercarci quel neo e quel pelo! 
Capito cosa voglio dire? Quella fragilità, quella iper sensibilità che molti hanno e un tempo anche io, ci porta a cercare e a, purtroppo, trovare tutto ciò che ci è stato detto/scritto. 
Ci vediamo bubboni sulla pelle, capelli morti, bruttezze da tutte le parti. Quelle offese diventano come ombre cinesi che si proiettano sulla nostra pelle e ci sgretolano. Non siamo fatti tutti allo stesso modo certo, ma mi sembra ovvia una cosa: più di queste persone, più dei cretini, più di questi "artisti dell'insulto", più di chiunque altro ci conosciamo noi stessi e un po' d'amor proprio non guasta mai e corazzarsi un pochino poi è una santa cosa.
Due anni fa aprii un profilo Ask.fm e piovvero insulti da tutte le parti. Insulti tipo: " se hai pubblicato un libro qualcuno ti sei scopata", "sei l'aborto di un'invalida", "sei grassa", "hai le labbra rifatte" , "sei buona solo a fare i pompini", "il tuo fidanzato ti tradisce" , gente che mi augurava di lasciarmi con il mio ragazzo, di morire. Uh, talmente tante di quelle offese e tante, ahimé, mi hanno offesa tantissimo. Come quelle sul mio fisico, quando ero in sovrappeso e mi odiavo. Come quelle a sfondo sessuale o sul mio scrivere. Tante cose che davvero mi hanno molto ferita tanto che ho chiuso. Dissi ai miei lettori che se avessero avuto bisogno di parlare con me non avrei sbranato e rifiutato nessuno, quindi mi contattassero con un messaggio. In questi due anni, ma più nell'ultimo, sono cambiate tante cose perché sono cambiata io. Ho cominciato un po' a difendermi. 
"Sì, sono sovrappeso e se sono a dieta è per tornare in forma, tu che mi dici dei kg di troppo del tuo cervello?"
"Oddio, l'ho data via ad uno e non ho neanche un contratto con la Mondadori? Avrei potuto giocarmela meglio"
Cose così, risposte più frivole e punzecchianti. Freccette che anche io inviavo a chi mi offendeva. 
Una settimana fa ho riaperto Ask.fm giusto per vedere cosa accadeva, cosa si nascondeva dietro chi mi seguiva e mi segue su Instagram (mon amour). Da qualche giorno eccole lì, offese e frecciatine, insulti sul lavoro, su quel che faccio o meno, sul mio corpo, sulla mia faccia. L'idea di questo post mi è venuta proprio dall'ultima offesuccia: "come fanno a dire che hai un bel corpo quando non hai tette, culo, forme e sei scheletrica?" 
Oh be', sei grassa e sei grassa.
Sei magra e sei scheletrica.
Madre Natura ti ha fornito un seno piccino ma non è piccolo di natura è perché non mangi, muori di fame, fai schifo! 
Ti piace vestirti in un certo modo allora sei strano, snob, nerd, pacchiano, orrido, schifido, altezzoso.
Ti piacciono i tacchi allora sei pazza, altezzosa, vuoi farti vedere.
Hai una bella bocca carnosa, allora è rifatta.
Osi rispondere a domande di un certo tipo ma chi ti credi di essere, un medico, una psicologa, una dietologa, chiiii?????
Ommioddio mi viene mal di testa solo a pensare che c'è davvero gente che passa i propri pomeriggi ad insultare la gente. 
Ma vivete in pace, leggetevi un libro, fate l'amore, baciate il più possibile, bevete acqua fresca, fate una corsetta, chiamate gli amici e uscite, non rompete le palline volanti alle persone. 
Siate pieni di voglia di scoprire e di convidere, di confrontarvi e imparate ad apprezzare gli altri perché in qualunque caso ci insegneranno qualcosa. 
E a voi, sensibiloni meravigliosi, non date peso a parole dette da persone che non vi sfioreranno mai la mano, che non sapranno mai il profumo del vostro collo e non sapranno mai quale cibo vi fa impazzire, quale film, quale negozio sia il vostro preferito. Non sapranno mai tutte le guerre trascorse nei vostri occhi, tutte le difficoltà e tutti i brutti pensieri. Nessuno vi conoscerà mai meglio di quanto vi conosciate voi e proprio per questo avete TUTTE le armi per difendervi.
Chi non sa parlare offende e chi sa farlo ragiona.

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